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Lo specchio di Alice
By: Direttore | 0 Commenti | Visualizzazioni: 1344
Anche in occasione della mostra ‘Il 500 a Firenze’ la rsa ‘Chiarugi’ ha partecipato ad A più voci, il programma che la Fondazione Palazzo Strozzi dedica alle persone con Alzheimer e a chi se ne prende cura (v. post del 15 febbraio scorso).
Sono passati ormai molti anni dalla prima volta in cui, con i nostri anziani, abbiamo varcato la soglia d’ingresso della mostra Picasso, Mirò, Dalì: abbiamo guardato moltissime diverse opere d’arte, che ci hanno affascinato, sorpreso, fatto discutere, molte ci sono piaciute, non tutte, comunque ci siamo disposti a guardarle con più attenzione, a confrontarci con lo sguardo degli altri, ad ascoltare – e abbiamo inventato storie, poesie, riso, applaudito, cantato.
Mi ricordo quei primi passi, ci sentivamo un po’ esploratori. E quel senso di timore ed eccitazione che ti dà la scoperta di un mondo nuovo non lo abbiamo mai perso, si rinnova a ogni mostra, a ogni visita. Ogni volta l’opera davanti alla quale ci fermiamo si rivela una porta, promette un altro mondo. La porta non è chiusa a chiave: il rito di osservare, sedersi, osservare di nuovo, iniziare a parlarne, condividere i pensieri, assumere i punti di vista degli altri ci consente di aprirla – a volte socchiuderla e sbirciare oltre, a volte spalancarla. Lo specchio di Alice: oltre quella porta troviamo gli altrove che siamo noi, universi familiari e insieme sconosciuti, le nostre fantasie, immaginazioni. Quante volte abbiamo concluso l’attività con l’impressione che fosse l’opera a osservarci!
La riflessione sul ruolo del museo nella comunità cittadina, e sull’accessibilità, che è anche una riflessione sull’arte, non è certo iniziata con A più voci. In questo programma, però, la Fondazione Palazzo Strozzi ha creduto molto da subito: ha formato una squadra dedicata, gli incontri sono diventati parte integrante della proposta educativa del dipartimento didattico, e poi i convegni per confrontarsi con altre esperienze internazionali. Crederci, paga. A cascata, la riflessione si è estesa e ha trasformato anche gli altri programmi di accessibilità, ne ha ridefinito obiettivi, strategie e senso. Il video pubblicato in questi giorni da Palazzo Strozzi fa il punto su questa riflessione. E ci invita a proseguire su questa strada.
La Bella Addormentata la sogna, sogna… (la fantasia è il mio divertimento).
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